La cucina del Rigattiere

 

L’adozione. Una decisione sofferta, un rimedio al soddisfacimento di un bisogno naturale dell’essere umano, l’inizio di un percorso difficile, ricco d’ostacoli, ma soprattutto un condizionamento mentale.

È attraverso l’osservazione dei comportamenti di numerosi conoscenti - genitori adottivi - dei loro dubbi, dei loro tormenti, del loro modo di relazionarsi con quei figli tanto desiderati, che nasce l’idea di questo romanzo.

 

Un ragazzo bello, intelligente che, prossimo al conseguimento di una brillante laurea in matematica, interrompe gli studi e si imbatte una notte in un ambiente insolito, strano, miserabile e colmo all’inverosimile di oggetti antichi. È una cucina, la cucina di un rigattiere, dove Lefteria, una ragazza brutta, magrissima, insignificante, dalla misteriosa e potente sensualità, conduce la sua squallida esistenza e dove l’accoglie.

Come stregato da questo incontro e dagli oggetti contenuti nella casa, lo studente – Rocco è il suo nome – già in crisi esistenziale, lascia la famiglia e l’ambiente in cui vive, per andare a stare con la ragazza e casualmente rinviene in mezzo a tutto quel ciarpame, un vecchio libro di analisi matematica appartenuto quasi trent’anni prima ad una studentessa.

Deduzioni curiosando in quel libro zeppo di sottolineature e di appunti vergati a mano che si interrompono all’improvviso, a metà della trattazione delle serie di Mac Laurin; deduzioni che lo inducono a ritenere che anche l’ignota studentessa dovesse aver terminato il suo percorso universitario proprio dove, trent’anni dopo, anche lui, Rocco, l’avrebbe troncato senza apparenti motivazioni.

Ed è un esercizio appena abbozzato su un foglio di carta e lasciato lì incompiuto per decenni, a spingerlo ad accettare la singolare sfida di risolverlo, passo dopo passo, con rinnovato fervore verso la matematica, sua passione da sempre.

Ancora un segno, in quel libro: un simbolo araldico che però lui ricorda di avere già visto altrove, raffigurato con il medesimo lapis accanto al nome della ragazza, Federica, e all’anno accademico, insinua in lui il dubbio che aveva da anni: quello di essere stato adottato e la speranza segreta che quella donna, la misteriosa Federica con la quale avverte ormai di dividere un destino comune, possa essere la sua vera madre.

 

Divorato dai tormenti, tra menzogne e verità, si metterà alla ricerca della donna imbattendosi in situazioni dove inaspettati colpi di scena si susseguiranno uno dietro l’altro.

 

A poco, a poco, la vicenda si snoderà

dipanando un’intricata matassa sullo sfondo di in un complesso intreccio di dilanianti relazioni affettive familiari, connotate da sentimenti forti e vive emozioni.

Rischiando anche la vita, Rocco, porterà la sua ricerca fino alla conclusione per andare ad arrestarsi davanti alla soluzione finale. Un bivio, il bivio della sua vita, con la verità a portata di mano: scegliere di sapere, di conoscere le proprie origini, oppure no.

Premio Letterario "Città di Cava dei Tirreni" XXVII Edizione

2° Classificato

Narrativa Inedita

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